Nessuno mi capisce
Ed eccomi qui dopo il raschiamento, o meglio: isterosuzione e raschiamento. L’ho fatto il 15 luglio, in day hospital, perché le mestruazioni da sole non arrivavano e all’ospedale mi hanno consigliato di procedere. Meglio così, adesso sono a posto. L’operazione in sè è davvero una stupidaggine. Prima danno degli ovuli per dilatare il collo dell’utero, che dovrebbero provocare crampi ma a me non hanno fatto nessun male, poi operano e ci si risveglia dopo pochissimo. Flebo. Super-assorbentone da ospedale. Fine. Dolori pochissimi. Perdite solo un giorno e poi successivamente sempre meno e mai sangue, ma perdite tipo spotting, però più diluite. Non serve nemmeno l’assorbente. Qualche doloretto lì dove hanno grattato via il mio bambino non riuscito. Qualche crampetto dovuto all’utero che ritorna normale, grazie al Methergin (da prendere 3 volte al giorno per 3 giorni). E poi siamo pronti a ricominciare, come se niente fosse. Se fossi positiva. Se fossi convinta. Se ne avessi voglia.
Non ho sofferto per la perdita, l’ho già detto. Un po’ perché me l’aspettavo (casi in famiglia: mamma e sorella). Un po’ perché non sono il tipo che si fa illusioni, non sulle cose che so. E io sapevo che le misure del feto erano sbagliate, perciò c’era poco da sperare. Ho continuato una settimana con la solita vita, sentendo i sintomi svanire e capendo che ormai era andata. Ho aspettato per un po’ che la natura facesse il suo corso e poi ho ceduto al raschiamento. Fine della storia. Non sento la perdita del bambino, perché non era un bambino, ma un minuscolissimo embrione. Non sento la delusione di non poter avere un bambino tra le braccia, perché è andata così: questo bambino evidentemente non poteva esistere e non è colpa di nessuno (forse!).
Sento però tanta rabbia, tanta stanchezza. Non ho voglia di riprovare, per tanti motivi. Non ho voglia di tenere il conto dei giorni fertili, cosa che sono costretta a fare perché altrimenti non beccherei mai i giorni giusti col marito che mi ritrovo (pigro e inoltre sempre via per lavoro). Non ho voglia di stare attenta a quello che mangio, che bevo, al fumo (io ho sempre fumato pochissimo e adesso non fumo da un anno e passa, ma in ogni caso non ho più voglia di controllarmi!). Non ho voglia di andare da una nuova ginecologa a spiegargli tutta la mia storia pregressa e a supplicarla di farmi fare qualche esame, perché a quanto pare tutti si fissano sul dire che “E’ stato un caso dovuto all’età”. Va bene. Io lo accetto. Non lo metto in dubbio e non mi interessa minimamente sapere cos’è successo a questo bambino, perché tanto ormai non c’è più. Mettiamoci una pietra sopra. Ma pensando al futuro, alla mia età, all’età di mio marito, al fatto che mia madre e mia sorella hanno avuto un aborto anche loro, al fatto che sono carente di vitamina B12 (importantissima per la divisione cellulare) e di acido folico (importantissimo per la gravidanza), al fatto che la mia circolazione sanguigna non è il massimo, al fatto che ho familiarità con malattie cardiache… ecco: pensando a tutte queste cose mi viene una rabbia immensa se mi sento dire “E’ stato un caso”. Perché nessuno ha la sfera di cristallo e nessuno può sapere con certezza se è stato un caso o se, invece, è la mia carenza di B12 a far sì che il feto non si sviluppi. O magari ho problemi di circolazione sanguigna e non arriva abbastanza sangue alla placenta. O magari sono portatrice di qualche anomalia genetica che causa aborti (guarda caso anche mia madre e mia sorella!) e l’evento potrebbe ripetersi.
Quando ho esposto qualche dubbio alla nuova (forse!) ginecologa, telefonicamente, mi ha detto che raramente si abortisce per carenza di vitamina B12 (Ah sì? All’ospedale mi hanno detto il contrario! E io ho letto in rete cose che confermano la mia idea). Ovviamente al telefono non mi ha chiesto tutta la storia della mia vita e si è limitata a rasssicurarmi nella maniera standard che tutti usano con le donne nella mia situazione. Già, però alcune di queste donne faranno parte di quel gruppo che rivivrà l’esperienza dell’aborto e magari potrebbe evitarsela facendo degli stupidissimi esami del sangue. Magari o magari no. Però perché non farli? A pagamento, chi se ne frega? Sono disposta a spendere tutto quello che serve perché ne va della vita mia e di un potenziale figlio.
Invece no, questi ginecologi minimizzano. Adesso io vorrei sapere perché, alla mia età, devo aspettare ancora mesi per vedere se 1- resto incinta, 2- sono più fortunata. E se non lo fossi? Mi ritroverei a 40 anni con due aborti e nessuna idea del motivo per cui avvengono.
Possibile che sia così difficile da capire? Non faccio un ragionamento da donna ansiosa, non sono preoccupata. Sono semplicemente razionale e voglio evitarmi un altro aborto: mica sono scema! Perché devo affidarmi al caso se so già in partenza che ho qualcosina che non va?
Si accettano consigli su ginecologi che ascoltano le pazienti e spiegano, a Milano e provincia. Perché io andrò a parlare con questa ginecologa e vedrò se mi ascolta, se mi intervista sulla mia storia personale e se, alla luce di quello che le racconto, mi prescrive degli esami. E se invece non mi dà retta, passerò oltre perché non intendo perdere altro tempo.
invece hai ragione!!!!!!!!!!e come se ce l’hai!!!!io ho 32 anni,ancora tanto tempo per fare figli..pero’ ho subito da poco un raschiamento per aborto ritenuto ed io mi sentivo come te!!pessimista,consapevole che qualcosa non andava…..ora anche io vorrei sapere perche’ e nessuno mi prende sul serio!ma perche’,se fare una mappatura genetica e gli esami specifici e’ una minchiata,non li posso fare e devo aspettare di fare 3 aborti consecutivi????ma secondo loro e’ facile???se sapessi che sono predisposta all’aborto col cavolo che riproverei a fare figli!gia’ questo mi ha devastato…..ti capisco benissimo..e sapere che non sono l’unica pazza mi rincuora!!!!baci e auguri per tutto!
Ciao,
grazie per gli auguri e tutto.
Attualmente sono in un momento di pausa e lo sarò fino alla fine dell’anno, perché mi hanno trovato una lesione precancerosa e devo prima eliminare quella.
Poi sinceramente non so quanta voglia avrò di ricominciare, per diversi motivi: l’età avanzata, l’aborto, l’alto rischio che abbiamo di avere un figlio affetto da spina bifida.
In questo momento ho deciso di concentrarmi sul resto della mia vita che era passato in secondo piano, e forse è meglio così.
Se tu ti senti di fare gli esami per l’abortività, falli. Devi sentirti tranquilla tu per prima.
Io ho parlato con una genetista che mi ha detto che alla fine la maggior parte degli aborti precoci come il mio sono dovuti a trisomie incompatibili con la vita. La probabilità aumenta con l’età ed è inutile fare ricerche perché non cambierebbero di molto il risultato.
O si accetta il rischio, o non lo si accetta. E’ questo che io non ho ancora deciso.
Se invece tu hai qualche sintomo che possa far sospettare che ci sia altro, allora indaga. Io personalmente non ne ho e la genetista ha ritenuto inutile indagare.